Percorsi di Cultura e Storia del Cibo   
 
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     Paolo Braconi

Archeologo e Direttore degli scavi della Villa di Plinio il Giovane in Umbria, del Tempio di Diana a Nemi, della città antica di Fregellae in provincia di Frosinone, Pompei, Leptis Magna etc. E' Professore Aggregato di Storia dell'Agricoltura e dell'Alimentazione - Dipartimento di Lettere dell'Università degli Studi di Perugia e Direttore del Museo di Plinio in Tuscis di San Giustino Perugia

Marino Marini     

Archeocuoco e ristoratore perugino è Responsabile del Laboratorio di Storia della Cucina del Corso di Laurea in Economia e Cultura dell’Alimentazione dell’Università di Perugia e Docente dell’Università dei Sapori. Dal 2014 è anche fiduciario Slow Food Alta Umbria e membro del Centro Nazionale di Documentazione sulla Cucina Popolare di Monte S. Maria Tiberina "i Granai della Memoria - Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo"

 

ARCHEOFOOD è un'idea di Paolo Braconi e Marino Marini, un"archeostorico" e un "archeocuoco". Entrambi da anni collaborano nel campo della gastronomia storica e insieme hanno pensato di dare vita a questo progetto che ha lo scopo di promuovere e divulgare la passione per la storia dell'alimentazione combinata con le arti visive e performative  coniugate con l'arte della cucina.

La parola che abbiamo scelto, "Archeofood" vuole sintetizzare l'origine e la missione del concetto: l'archeologia è il mestiere primario di Paolo Braconi, che da sempre la considera uno strumento per essere "diversamente storico" e dunque aperto a tutte le possibili, e a volte imprevedibili, opportunità di conoscenza che i testi e i contesti archeologici possono offrire; l'archeocucina è la passione professionale di Marino Marini che ormai fa dialogare con familiarità le sue sapienti mani di cuoco con le ricette di Catone, Apicio, Maestro Martino da Como e via dicendo; non come un bravo interprete  bensì come un attento ricercatore della storia di ingredienti e sapori.

La prima parte del logo (archeo non archaeofood), rivendica l'italianità culturale degli ideatori. La seconda parte "food" vuole invece sottolineare la volontà di diffondere la conoscenza di  saperi, sapori, sensazioni del passato nel modo e nel mondo attuali.

 

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 I nostri obiettivi

L'idea di dare vita ad ARCHEOFOOD è nata di conseguenza a una serie di esperienze vissute in campo universitario, quando cioè nel 2006, un Professore docente del Corso di Laurea in Economia e Cultura dell'Alimentazione ha proposto a un cuoco di Slow Food di sperimentare in modo scientifico le ricette contenute nei dieci libri d'epoca romana imperiale del  De re coquinaria di Apicio. Da allora è stato tutto un susseguirsi di eventi e manifestazioni di vero interesse, che hanno permesso di allargare gli orizzonti di un'idea di storia del cibo che non si ferma al solo sapore ma esplora i contesti, il costume e le ragioni di pratiche gastronomiche antichissime e allo stesso tempo moderne, per gli spunti straordinari che possono dare alla cucina dei nostri giorni.

Una forma di archeologia viva che ha la stupefacente proprietà di dare struttura e sapore a periodi della storia dell'uomo che diversamente non sarebbe possibile comprendere. Un approccio alle meraviglie del passato che usa i sensi e il gusto per rapportarsi in modo anche personale con i colori, i profumi e i sapori relativi ai banchetti fastosi dell'antichità come alla genialità dei cibi più popolari.

Il tutto in un miscuglio bellissimo di passione, curiosità e ricerca che hanno prodotto un sistema nuovo e fruttuoso di fare didattica ad ogni livello, per diffondere la preziosità delle radici storiche di un concetto di gastronomia che ha percorso millenni, contaminandosi culturalmente e rinnovandosi di continuo fino a diventare Cucina italiana.

Gli eventi, i corsi e le manifestazioni che ARCHEOFOOD svolge ovunque, sono prima di tutto la conferma della sete di sapere che viene da ogni ambito e a cui dà risposta facendo gustare realmente la storia. Questo nelle aule universitarie come nei musei. In situazioni private, come in manifestazioni con centinaia di persone. Sempre in una filosofia di diffusione che congiunge contenuti storici e esperienze gastronomiche. Il "sapere e il capire" attraverso il "gustare".

 

 

 

   

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Aggiornato il: 06 giugno 2016